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ÜBER "PETER UNCINO"

    Corriere della Sera
25.11.2001
von Claudia Provedini

Ieri sera a Verona debutto tra gli applausi della nuova opera di Marco Tutino su libretto di Michele Serra
PETER PAN E UNCINO, CARISSIMI NEMICI
Milva nei panni del terribile Pirata, David Riondino in quelli dell'eterno ragazzo

VERONA- Tuoni e fulmini ha mandato la voce di Milva, nei panni maschilissimi dell'Uncino musicato da Marco Tutino su libretto di Michele Serra, 'per far volare sull'avventura e strappare il velo alla verità'. Issata alla sommità di una sorta di piramide formata dal suo stesso costume rosso fiamma, immenso, la cantante è apparsa aggressiva e in perfetta forma. E gli applausi per questa prima esecuzione assoluta di 'Peter Uncino' a Verona sono stati soprattutto per lei, in uno spettacolo definito 'dialogo concertante per attore, cantante, gruppo strumentale e orchestra'.
La forza di Uncino è tutta lì, nelle fiamme dell'ugola di Milva. Sornione, dialettico, sfottente le parla e le canta invece il suo eterno rivale, Peter Pan, ovvero David Riondino, col suo 'doppio', l''Ombra' di Riccardo Maranzana. Qui Peter sembra un ex combattente, il cappellino a punta invece del basco, le orecchie come quelle di un elfo, pronto però a tirar dei pugni e veleni in una guerriglia di parole pur di vincere la partita per sempre col Grande Cattivo. E il pubblico ride, perché quel Peter in babbucce è una vera lenza, mica poi buono, come tutti i bambini traditi. Il fatto che ne è passata di acqua e di fuoco dal notissimo romanzo di Barrie: su questo palcoscenico sono vecchi entrambi, pieni di dolori, le giunture cigolanti.
La regia di Giorgio Gallione (del Teatro Archivolto di Genova che coproduce lo spettacolo 'Peter Uncino' con la Fondazione Arena di Verona) vuole e mantiene tempi veloci, incalzare di battute e di botte; le scene di Giovanna Buzzi - la verde Cordigliera il fiume, gli elementari ingredienti della fantastica ' Isola che non c'è' di una spavalda infanzia fermata per tutti - alzano verso il soffitto del Teatro Filarmonico la fragile Milva e la incastrano dentro, come per una maledizione. Una faticaccia per un attore, sui si aggiunge la corsa continua della voce verso i 'bassi', fondi come caverne voluti da Tutino che ha tessuto la partitura tra tanghi e marce militari.. 'Ma a un Capitan Uncino che si rispetti tutto questo non deve pesare. Anche se sono piena di lividi', aveva detto Milva. E quando lei appare in scena la prima volta con cappellaccio nero, baffi neri e spioventi, e naturalmente l'uncino, la favola riavvolge subito la platea in un sogno all'indietro nel tempo.
Ci pensano le sue urla di rabbia e di dolore (l'uncino, al posto della mano divorata dal coccodrillo per colpa di Peter, non dà riposo al rancore) a svegliarci e la lotta comincia. 'Mi assomiglia questo Capitan Uncino, scritto da Serra pensando proprio a me. Anch'io urlo, protesto, combatto quando le cose non sono fatte come dico io. Ma Uncino è cattivo da sempre, dunque coerente. Nel film di Disney c'erano troppi bimbi, in quello di Spielberg troppo buonismo'.
Ma chi vincerà qui? Alla fine, nessuno dei due. C'è saggezza, forse, nella continuazione della fiaba vecchia di un secolo reinventata da Serra. 'O forse sa un pò di biografia generazionale' dice lo scrittore. Già, la tanto sbandierata sindrome di Peter Pan, degli uomini che non vogliono mai crescere, pur avendo quasi raggiunto il mezzo secolo, come i due autori (classe '54 entrambi, romano Serra, milanese Tutino). Ma, dopo tante baruffe e divertimento tra i due neo-vecchi protagonisti, c'è soprattutto malinconia. La esprime l'ultima canzone - 'L'isola che c'è' - eseguita con l'orchestra dell'Arena di Verona e il gruppo strumentale dei Tangoseis. E Milva solo a questo punto si leva il cappellaccio, scuotendo la fulva chioma. Si replica oggi alle 17. Dal 20 lo spettacolo è al Teatro Modena di Genova (senza orchestra).

La cantante:sono 'cattiva' come lui, protesto e combatto se le cose non vanno come dico io
GLI INIZI Nata a Goro nel '39, Maria Ilva Biolcati, in arte Milva, debutta nel '61 a Sanremo, dove tornerà altre 13 volte. NeI '61 sposa Maurizio Corgnati.
LA SVOLTA A metà anni '60 incontra Strehler che la trasforma da cantante di canzonette a interprete brechtiana grazie a spettacoli quali 'L'opera da tre soldi' e 'Io, Bertolt Brecht'. Conquista New York, la Scala con 'La vera storia' di Berio, a Parigi con Piazzolla in 'El tango'. In teatro fa 'La storia di Zazà', al cinema in 'Celluloide' di Lizzani e nel documentario di Herzog su Gesualda da Venosa.

Foto: CON I BAFFI: Milva in un momento dello spettacolo mostra minacciosamente I'uncino.

© Il Corriere della Sera

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