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ABOUT "MILVA CANTA MERINI"

    Il Tirreno
17.03.2004

MILVA SPICCA IL VOLO SULLE ALI DELLA POESIA
In uscita venerdì il Cd della cantante dedicato a Alda Merini

MILANO. Milva pubblica venerdì un nuovo disco di brani inediti per l’Italia, intitolato “Milva canta Merini”, dopo undici anni di silenzio. «Stavo lavorando da due anni a un nuovo disco con il mio nuovo discografico Mario Limongelli - ha detto la cantante - Stavo preparando un cd per rientrare in televisione, di canzoni più pop».
La scelta è stata davvero originale: l’incontro con le liriche di Alda Merini, la poetessa milanese che, già apprezzata in gioventù da Pasolini e Quasimodo, dopo anni di oblio conseguenti al suo internamento in manicomio, ha saputo trasformare il suo drammatico vissuto in versi limpidi e visionari che le sono valsi numerosi riconoscimenti e anche una candidatura al Nobel per la Letteratura.
«E’ stato Giovanni Nuti l’artefice di questo affascinante incontro - ha rivelato la cantante - Lui aveva musicato una poesia della Merini, intitolata L’Albatros, che mi aveva subito entusiasmato. Non mi piaceva l’idea di fare un disco pop non d’autore, ma buone canzoni d’autore e da qui è nata l’idea di musicare altre poesie della Merini che conoscevo già da prima e che ora ho avuto modo di conoscere meglio, una persona straordinaria che l’altra sera, alla festa di presentazione del disco, appena uscita dall’ospedale, si è divertita come una pazza».
“Milva canta Merini” si apre con i versi dedicati dalla poetessa a Gli occhi di Milva, sontuoso omaggio alla grande artista. «La Merini ha voluto farmi questo grande regalo per cui ho deciso che la poesia aprisse il mio disco - ha spiegato la cantante - Non gliel’avevo chiesto io ed è per questo che la dedica l’ho apprezzata ancora di più».
Le melodie ampie e avvolgenti, le soluzioni ritmiche ossessive, i sapori etnici e popolari sono assecondati in modo straordinario dalla voce di Milva, mai così versatile e capace di variare su registri e colori diversi e in tutte le sfumature emotive. Milva ha sentito subito sue le poesie di queste canzoni. «Abbiamo tolto molte cose perché la Merini ha un repertorio abbastanza vasto - ha osservato - Abbiamo avuto la possibilità di scegliere».
Milva sembra rinata dopo le interpretazioni di questo disco, quasi roca e tellurica ne Gli Inguini, leggera e brillante ne I Sandali, appassionata e straziante ne L’Albatros, rarefatta e straniata in Nella Notte che Geme, potente e con toni da baccante in Sono Nata Il Ventuno A Primavera, ludica e con accenti sperimentali alla Berio in Spazio.
«C’è un legame molto bello tra musica e poesia - ha aggiunto - Non ci sono riferimenti al classico, qui la poesia è molto diretta, spontanea, scaturita dalle sue sofferenze e dagli abbandoni».

© Il Tirreno

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