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ABOUT "MILVA CANTA MERINI"
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Il
Gazzettino
17.03.2004
di Bruno Marzi |
Concerto a Milano e un disco
L'OMAGGIO DI MILVA AD ALDA MERINI
Alda Merini chiama Milva la ragazza,
e poi la prende in giro, quando, lei a pigiare sui tasti e la Biolcati
Maria Ilva, di otto anni più giovane, appoggiata al pianoforte,
accennano assieme Amado mio. La sbaglia sempre
,
commenta ridendo la grande poetessa milanese, festeggiata laltra
sera al Teatro Strehler nella doppia occasione delluscita
di un cd di poese messe in musica, Milva canta Merini
(su musiche di Giovanni Nuti e Lucio Fabbri e la produzione di Mario
Limongelli) e limminenza del compleanno che, come cita il
primo brano dello spettacolo, Sono nata il 21 a Primavera,
coincide anche con la Giornata mondiale della Poesia. Guarda caso.
E una Merini tutto sommato in buona forma quella che arriva
in scena reggendosi sul bastone per recenti guai alle giunture,
ma con una loquela e un senso dellumorismo devastanti, e Milva,
raggiante e in certi momenti sinceramente commossa, che le fa volentieri
da spalla. E ben nota la storia di quella che
è probabilmente la più grande poetessa italiana del
secondo Novecento, fatta di incomprensione e sofferenza, e un lungo
periodo di parcheggio in manicomio, e che recentemente
ha avuto la solidarietà anche economico delle Istituzioni,
che le hanno riconosciuto il diritto allaccompagnamento e,
a quanto pare, un aumento dell assegno previsto
dalla Legge Baccelli.
Non è la prima volta che Alda viene omaggiata dalla musica.
Nel 2001 gli Altera, band genovese prodotta da Franz Di Cioccio,
aveva celebrato la poetessa musicando in maniera elettronica
le sue opere. Lei aveva ironicamente aderito posato nuda e con la
sigaretta in bocca per unironica copertina. Il disco presentato
lunedì, come ci spiegano i collaboratori più stretti,
è nato assolutamente per caso ma, come ha commentato
Milva, ha comportato due anni di intenso lavoro. E,
aggiungiamo noi, il ritorno della Rossa a brani inediti in italiano
dopo ben dieci anni.
Si tratta di un cd gradevolissimo, con arrangiamento che ricordano
molto il più recente Battiato, in cui la multietnicità
dei suoni spazia dal balcanico al magrebino, al recitar salmodiando
tanto caro alla costruzione tecnica della Milva brechtiana, specialmente
nel brano da cui è nato tutto, Lalbatros,
che chiude lo spettacolo e che viene poi bissato a furor di popolo.
Giovanni Nuti, cantautore da anni sulla breccia molto apprezzato
come autore ma mai assurto a grande popolarità, è
per certi versi il motore del progetto, di cui dà
una sua personale visione interpretativa anche nello show milanese,
e addirittura in duetto con Milva per I sandali. Lo
spettacolo, in tempi di crisi discografica, presenta così
almeno tre potenziali singoli, appunto i brani citati,
che potrebbero esser apprezzati non solo da un pubblico paludato
e disponibile come quello dello Strehler ma anche da
unaudience più popolare.
Non a caso quindi il cd contiene una traccia video che non è
proprio una clip, ma quasi. In sostanza, questa accoppiata Merini-Milva,
e il buon artigianato di Nuti e Compagnia, produce un frutto prelibato,
atipico, stimolante. Cosa ne uscirà in futuro, magari un
vero e proprio tour (Milva comunque tornerà a Milano il 19
aprile in abbonamento) non è facile intuirlo. Ad ogni buon
conto lo spettacolo dello Strehler è stato completamento
videoripreso, a futura memoria digitale.
© Il
Gazzettino
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