| |
ABOUT "MILVA CANTA MERINI"
DOVEVA ESSERE, ED È STATO, UN GRANDE
OMAGGIO ALLA POETESSA MILANESE ALDA MERINI
Presentato a Milano in concerto lultimo
disco della cantante dedicato alla poetessa milanese
MILANO. Doveva essere, ed è stato, un
grande omaggio alla poetessa milanese Alda Merini, ma il vero regalo
al pubblico, ai musicisti e alla stessa Milva lo ha fatto proprio
la poetessa, che a metà spettacolo è comparsa in scena,
commuovendo e divertendo la platea. Milva canta Merini
è il titolo dello spettacolo andato in scena laltra
sera al Teatro Strehler di Milano ed è anche il titolo del
nuovo cd della cantante, il primo in lingua italiana dopo quasi
11 anni.
Ed è proprio la voce della poetessa, fuori campo, che dà
inizio al concerto-recital, con Gli occhi di Milva,
una poesia dedicata espressamente alla cantante, con un verso che
dà il senso di questo reciproco regalo: «Coloro che
pensano che la poesia sia disperazione, non sanno che la poesia
è una donna superba e ha la chioma rossa».
Poi è la volta di Milva: con Sono nata il 21 a primavera,
una delle poesie più note della poetessa milanese, che proprio
domenica prossima compirà 73 anni, nella data che lOnu
ha dichiarato Giornata mondiale per la poesia. Lo spettacolo prosegue
con alcuni dei testi principali della Merini, cantati da Milva,
e musicati da Giovanni Nuti, con gli arrangiamenti di Lucio Fabbri.
Ma, come detto, il colpo di teatro arriva a metà serata,
quando lo stesso autore delle musiche accompagna in scena Alda Merini,
da pochi giorni dimessa dall ospedale e in procinto di rientrarvi
per un intervento allanca. La poetessa cammina appoggiandosi
a un bastone, che diventa però come invisibile agli occhi
del pubblico, grazie all energia che subito esprime la Merini:
quando Milva le chiede cosa prova a trovarsi sul palco, lei risponde
come dabitudine, senza peli sulla lingua: Non sento
proprio niente, perchè a me di questa situazione non me ne
frega davvero niente.
Ma poi è lei stessa a lasciarsi coinvolgere, accennando passi
di danza, canticchiando dopo essersi piazzata alle spalle di Milva,
fino al momento più forte, quando la poetessa si è
seduta al piano e insieme a Milva ha cantato Johnny guitar.
A questo punto è un crescendo: Alda Merini torna al centro
della scena e recita il suo capolavoro La terra santa,
che più di tutti i suoi testi racconta il dramma dei suoi
lunghi ricoveri negli ospedali psichiatrici.
Il finale vede il pubblico in piedi, mentre la Merini si lamenta
di non poter fumare sul palco, lanciando qualche invettiva al ministro
Sirchia, mentre Milva ricorda commossa Giorgio Strehler, col quale
su questo palcoscenico ebbe lunga frequentazione artistica e di
vita. Dopo quasi due ore di poesia e musica, Alda Merini saluta
il pubblico, ormai in standing ovation.
Una serata per i pochi fortunati che si erano aggiudicati un posto
in teatro, ma tutti gli altri potranno riviverne la sostanza grazie
al nuovo album inciso da Milva e dedicato alla Merini.
© Alto
Adige
Read more press reviews about "Milva canta Merini"
|