| |
ABOUT "MILVA CANTA MERINI"
| |
|
www.vocecamuna.it
07.04.2004
di Giacomino Ricci |
MILVA CANTA MERINI
Breve e denso il disco in cui la voce di Milva
incontra le liriche di Alda Merini messe in musica dal bravo Giovanni
Nuti. Il risultato complessivo è intenso e lieve, tale da
non far rimpiangere lincontro magico fra la Rossa e Battiato.
Alda Merini non è nuova al mondo della musica giovane e dautore:
che le sue liriche si prestassero alla perfezione ad esprimere il
senso comune ed eccezionale del vivere era stato già ampiamente
dimostrato. Malgrado ciò stupisce ancora una volta scoprire
come i versi della poetessa riescano a sposare con disinvoltura
generi musicali tanto diversi, mantenendo intatto il proprio potenziale
di suggestione e suono.
Quello tra Alda Merini e Milva è lincontro di due femminilità
estreme e diverse, ma allo stesso tempo sorelle per la capacità
di guardare oltre le convenzioni, nel profondo dellanimo.
Ne è conferma il testo del brano di apertura, in cui la Merini
dichiara Coloro che pensano \ che la poesia sia disperazione
\ non sanno che la poesia \ è una donna superba \ e ha la
chioma rossa. Ad accomunare le due signore cè
la confidenza con il mestiere dellarte, diventata abitudine
domestica, affrontata con naturalezza istintiva. Un incontrarsi
facile, quindi, reso ancora più suggestivo dalle musiche
del bravo Giovanni Nuti, capaci di snodarsi tra suggestioni orientali,
classiche e sperimentali. Note che vestono con rispetto i testi,
rimandando, nelle melodie e negli arrangiamenti, alle migliori proposte
di Franco Battiato, senza per questo perdere autonomia e indipendenza.
E un disco pieno di equilibrio e di tensione questo, che sa
conciliare lo spessore che interprete e testi pretendono, con la
facile fruibilità delle canzoni. Testi che definir poetici
è poco: intensi per sensibilità e naturalezza ma anche
per la capacità di scavare a fondo nelle passioni, anche
le più inconfessabili, senza mai sfiorare, nemmeno lontanamente,
la volgarità, densi di rispetto per il valore della persona.
Un disco, nel contempo, giovane nei valori e negli ideali: Voglio
spazio per cantare, crescere \ errare e saltare il fosso \ della
divina sapienza. A completare la magia del lavoro la splendida
prova dinterprete di Milva, qui capace di integrare alla perfezione
i ruoli di cantante e attrice.
Allinterno della proposta troviamo quattro brani recitativi:
Gli occhi di Milva e lo splendido La Terra Santa,
affidati alla voce di Alda Merini; linquietante Canzone
delluomo infedele e Spazio, recitate dalla
Rossa. La prima canzone è il brano che presta il titolo allalbum,
danza orientaleggiante con violini alla Giusto Pio. Di sapore africano
la ritmica di Nella notte che geme il tuo patire che
si stempera su un ritornello classico, fatto apposta per spiegare,
come vela al vento, la voce di Milva. Dinamica e complessa Gli
inguini: parte un violino solitario che duella con le note
più basse del repertorio dellinterprete, per innalzarsi
in un ritornello quasi gridato. Un percorso che segue, pari pari,
un testo che riflette sulla carnalità del divino (Gli
inguini sono tormento \ sono poesia e paranoia \ delirio di uomini
ma dagli inguini può germogliare Dio). La leggera
e divertita I sandali lascia spazio alla malinconica
Prima di venire (portami un grosso ditale \ perché
devo ricucirmi il cuore \ e portami una lunga pazienza \ grande
come un telo damore). E quindi la volta di una
citazione cinematografica con il tema del film Johnny Guitar
del 1954, accennata ad arte dalla Pantera, accompagnata al pianoforte
dalla poetessa. Chiude il disco Lalbatros che,
riprendendo il tema musicale del brano di apertura, vola alto su
un testo pieno di speranza: Ma anche distesa per terra \ io
canto ora per te \ le mie canzoni damore. Ottimo qui
larrangiamento, ancora una volta Battiato style, capace di
un ammirabile equilibrio non incline ai compromessi: altri, ricamando
sulle possibili riprese del pezzo a bolero, potranno farne una nuova
Con te partirò.
Unico neo del lavoro, che probabilmente si giustifica con la possibile
dimensione di colonna sonora alla lettura attorale in teatro, lestrema
brevità della durata complessiva a soli 33 minuti e 10 secondi.
© www.vocecamuna.it
Read more press reviews
about "Milva canta Merini"
|