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ABOUT "THE SEVEN DEADLY SINS"
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Il
Mattino On-line
19.07.2002 |
Alle "Notti
Flavie"
MILVA, IL FASCINO DI UN RARO WEILL
Ma solo per pochi
Bella e raffinata l'idea di accostare nella
stessa serata due ballet chantée del secolo scorso: "Pulcinella"
di Stravinskiy e "I sette peccati capitali del piccolo borghese"
di Weill-Brecht. Ma in pochi, mercoledì scorso, hanno ceduto
alle lusinghe del programma e al richiamo di Milva, ospite dell'Anfiteatro
Flavio di Pozzuoli nel primo dei tre appuntamenti delle "Notti
Flavie". Peccato, perché un pezzo come "I sette
peccati" nasconde tutto un groviglio stimolante di implicazioni
culturali di cui Milva si fa interprete consapevole, con una visione
che appare fieramente mitteleuropea. L'effetto, però, è
di un indubbia seduzione. Tanto più che lei, la Pantera di
Goro, riconduce lo spettacolo nei termini di uno one woman show.
Sullo sfondo resta l'Orchestra del San Carlo, diretta da Donato
Renzetti, e non certo per demeriti, perché, anzi, l'esecuzione
è pertinente per equilibrio e atmosfere. E' Milva che confina
in un ruolo subordinato tutti gli altri. Minori spunti offre il
"Pulcinella", a proposito del quale diremo di un'orchestra
la cui scioltezza talora conduce a esiti meno rigorosi, di una rilettura
placida, della presenza vocale di Marilena Laurenza e di un'amplificazione,
resa necessaria dall'acustica del luogo, eppure portata a dissimulare
gli impasti sonori essenziali. Per la cronaca: è finita con
il canonico "tanti auguri a te" intonato dall'orchestra
per il compleanno di Milva.
© Il Mattino On-Line
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