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ABOUT "PETER UNCINO" BY MARCO TUTINO AND MICHELE SERRA

    L'Avvenire
18.11.2001
by Massimiliano L. Chiavarone

Intervista - Inedito ruolo della cantante nel Peter Pan musicato da Tutino
MILVA, DA VAMP A CAPITAN UNCINO
Sabato prossimo debutto a Verona "L'opera è una satira contro il buonismo e i trentenni che non vogliono crescere"

'Finalmente non faccio la vamp, la rossa con i capelli al vento, ma porto in scena un personaggio vecchio, catarroso e pieno di acciacchi'. L'uomo in questione è Capitan Uncino che Milva interpreterà in Peter Uncino, dialogo concertante composto da Marco Tutino, che debutterà in prima assoluta al Teatro Filarmonico di Verona il 24 novembre.
Liberamente tratto dalla fiaba Peter Pan o il ragazzo che non voleva crescere (1904) di James Matthew Barrie, Peter Uncino è stato scritto da Michele Serra. David Riondino indossa i panni di Peter Pan, la regia è di Giorgio Gallione e le scene di Giovanna Buzzi.
Signora Milva, perché questo cambiamento: è stanca della sua immagine?
'No, assolutamente. Non farei mai come certe mie colleghe che si camuffano o addirittura cambiano. Amo la mia faccia così com'è. Del resto il mio pubblico non mi ha mai chiesto di cambiare, ama riconoscersi in quello che sono. Ma in questo caso mi fa piacere non fare la pin up, non toccare sempre la corda del personaggio sexy, anche se con ironia perché ho 62 anni e sono conscia del tempo che passa'.
Perché ha scelto di cantare un personaggio maschile?
'Non è la prima volta che mi cimento in un ruolo così. Avevo già cantato il principe Orlofsky nel Pipistrello di Strauss. Nel caso di Peter Uncino sono stata convinta dal binomio degli autori, verso i quali nutro grande stima e poi mi ha spinta la voglia di misurarmi con nuovi progetti. Tutino e Serra proseguono il romanzo di Barrie. Peter Pan e Capitan Uncino sono invecchiati nell'isola che Wendy e gli altri bambini raggiungevano nei loro sogni. Tra i due uomini, ormai soli, stanchi e pieni di malanni si scatena una lotta: Peter Pan vuole impossessarsi del potere che detiene Uncino. E così quello che sembrava un bravo ragazzo in realtà vuole solo comandare'.
Insomma: giù la maschera...
'Sì, in realtà questa è una grande satira, una critica nei confronti del buonismo apparente per esempio di chi governa, che fa promesse che poi non mantiene, ma intanto continua a depositare i propri tesori in Svizzera. Questo vale per tanti Paesi, dalla Romania al Cile, luogo quest'ultimo dove non ho mai voluto cantare per via del suo passato politico. Nel testo ci vedo anche una condanna del consumismo e della perdita progressiva dei valori'.
Lei come apparirà in scena?
'Di me si vedrà solo il volto, sarò appollaiata su un trespolo e avrò un abito enorme che simboleggia la collina che Peter Pan vuole scalare. Lui è uno sgorbio che cerca di arrivare in vetta perché vuole strapparmi il mio cappello, bellissimo e pieno di piume, mentre il suo è piccolo e misero. Uncino non è la volpe, il terrificante personaggio come è sempre stato dipinto. È un uomo che spiega le sue ragioni che l'hanno portato a difendersi. In fondo abbiamo molto in comune'.
In che senso?
'Anch'io mi faccio sentire, non passo inosservata anche se cerco di nascondermi, ma poi sono più urla che concretezza. Uncino è un personaggio che sotto la scorza è pieno di umanità e alla fine arriverà a un accordo con Peter Pan regalandogli metà del potere. Al contrario Peter Pan non mi convince, mi ricorda questi trentenni che continuano a vivere con i genitori facendosi mantenere, invece di cercare la loro strada'.
Com'è Uncino dal punto di vista vocale?
'È molto difficile. Ha una tessitura bassa, ideale per un uomo e poi armonicamente presenta soluzioni complesse. Ma Tutino ha composto pezzi bellissimi a ritmo di blues e rap, come il duetto finale tra me e Riondino: "Ci sono maschere in casa di ognuno per sentirsi qualcuno"'.
È vero che dopo questo impegno potrebbe ritirarsi?
'Vorrei farlo, ma sono impegnata fino al 2002. Comunque sono molto stanca e mi piacerebbe avere più tempo per mia madre che ha 90 anni'.
Altri rimpianti?
'Uno grandissimo: quello di aver lasciato mio marito'.
Ornella Vanoni nel suo ultimo album ha cantato i successi del passato. Lei se la sentirebbe di fare questa scelta?
'Senz'altro, ma sa Ornella ha qualche anno più di me. Per quanto mi riguarda canterò vecchie canzoni quando non avrò più nulla di nuovo da proporre'.

© L'Avvenire

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