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A PROPOSITO DI "MILVA CANTA MERINI"

    La Provincia di Como
17.03.2004
di Grazia Lissi

CANZONE L'artista, che vive parte dell'anno nella villa di Blevio, ha presentato l'altra sera al teatro Strehler di Milano il suo disco
MILVA CANTA MERINI. "RICONQUISTO L'ITALIA"
"Dopo 11 anni volevo tornare. La tv mi trascura, all'estero vinco il platino"

Non occorre che io mi sieda sul letto a rivedere sogni perduti. Basta guardare gli occhi di Milva e vedo la mia felicità. Coloro che pensano che la poesia sia disperazione, non sanno che la poesia è una donna superba e ha la chioma rossa». Con questi versi, recitati fuori scena, Alda Merini celebra la sua amicizia e il suo affetto per la cantante. Sconvolgendo tutti gli schemi e i tempi di un recital tradizionale, con intelligenza ed ironia, le due artiste hanno affrontato - lunedì sera - il palco del Teatro Strehler di Milano e il numeroso pubblico. Un progetto ambizioso a cui Giovanni Nuti, musicista e cantante, ha lavorato per anni: trasformare in canzoni alcune fra le più belle poesie dell'amica Alda Merini, per cui aveva già scritto dei brani musicali («All'inizio ero un po' in soggezione, i suoi versi a rischio di Nobel…ma posseggono una gioia che vuole essere cantata», dice il compositore, già collaboratore di Ruggeri, Vecchioni, Mango). Il pubblico dell'altra sera ha tributato un'ovazione alla cantante italiana, celebrata nei teatri di tutto il mondo ma, sempre meno in Italia: è assente dal mercato discografico da undici anni e vi torna ora con «Milva canta Merini». Il ritorno di Milva doveva essere diverso. E' lei stessa a raccontarlo a «La Provincia»: «Volevo fare un cd in Italia e così mi sono messa a lavorare a dei brani pop». Cos'altro si può fare, musicalmente, in questo paese? E io volevo rientrare nel nostro mercato. Avevo anche contattato Dalla ed Fossati, mi sarebbe piaciuta un'operazione come l'ultimo album di Juliette Greco, dove molti giovani cantautori francesi hanno scritto un brano per lei. Molti in questi ultimi anni mi hanno chiesto: ma dove è finita? Così ho deciso di rientrare. Acclamata all'estero, è stata consacrata dal pubblico tedesco dove ha venduto milioni di dischi... Il mio Ich hab'keine Angst ha vinto ben quattro dischi di platino, il che vuol dire due milioni di copie.- prosegue con fierezza - sono sempre in tournèe, le prossime saranno a Tel Aviv e a Dortmund. Questo recital stesso è già stato venduto in Germania, prima ancora che in Italia. E la voglia di pubblico italiano? C'è sempre stata, ma qui è difficile. Non pubblico un album da più di dieci anni e l'ultima volta che sono apparsa in tv è stato due anni fa alla trasmissione Ci vediamo in tv di Paolo Limiti. Ho scritto due lettere a Fabrizio Del Noce, per chiedergli di farmi partecipare a qualche trasmissione: non mi ha nemmeno risposto. Un'artista come lei ha ancora bisogno di apparire in tv? Sì, soprattutto se ho un prodotto da promuovere. Non possiamo continuare a pensare che l'Italia sia solo Milano o Roma, lì ci sono grandi teatri, puoi fare degli eventi. Ci sono tanti città o piccoli paesi che raggiungi solo con la televisione. Senza quella è come se non esistessi. Non aveva scelto un repertorio particolare? Mi creda il pubblico capisce molto di più di quanto pensiamo, o, perlomeno di come pensa il mercato. Non è scemo. Ho sempre trovato un pubblico sensibile alle mie scelte, basta farglielo sapere. Cosa ha pensato quando le hanno proposto questi brani? All'inizio Giovanni Nuti aveva pensato non a me ma a Ute Lemper, poi si è reso conto che aveva bisogno di una cantante che interpretasse le canzoni con più forza. Così, ha fortunatamente chiesto a me. Trovo che abbia scritto una musica straordinaria, in cui mi sono ritrovata. E con la Merini… Conoscevo da tanto le sue poesie e le ho sempre amate. Fra me e lei c'è uno strano rapporto, mi ritiene molto giovane, come se dovessi ancora imparare. C'è molto affetto da parte sua e, anche tanta ironia. E' dispettosa, mi punzecchia spesso, mi sono posta al suo fianco con amicizia e devozione. Ne sono stata ricambiata. Per la sua sofferenza, per la sua vita, Alda è piena di amore: raramente ho conosciuto una persona così capace di volere bene.

© La Provincia di Como

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