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A PROPOSITO DI...
MARIA DE BUENOS AIRES 2002,
tour in Germania, Olanda e Giappone aprile/maggio 2002,
regia Ida Kuniaki

    Asahi Shinbun
23.05.2002
di Miyuki Shiraishi

E' UN CAPOLAVORO
Entusiasta la critica per Milva, la regia e l'orchestra Tangoseis Ensemble
 
L'interpretazione della Maria de Buenos Aires ha messo in rilievo tutte le qualita' di questo lavoro, degno di figurare a pieno titolo nel repertorio dell'opera classica.
La messa in scena di questo capolavoro composto da Astor Piazzolla guidata dalla regia di Kuniaki Ida, ha voluto essere un tributo alla memoria del grande autore argentino scomparso 10 anni orsono.
Questa "Tango Operita" realizzata in collaborazione da Astor Piazzolla insieme al poeta Horacio Ferrer, vede il tango superare se stesso in una sorta di dichiarazione in cui l'amore per questa musica si mischia ad un sentimento di odio suscitato dall'immobilita' conservatrice in cui si era sedimentata la sua prassi esecutiva.
La protagonista Maria e' interpretata da una vitalissima Milva, la cantante con cui Piazzolla si e' esibito nella sua ultima tournee in Giappone (1988).
Astor Piazzolla e' stato considerato dagli appassionati di tango argentino come un musicista eretico in quanto ha rivoluzionato la tradizione di elementi propri della musica classica. A questo proposito e' emblematico il brano "Fuga y misterio", uno dei sedici numeri che compongono l'opera, in cui si palesa evidentemente una scrittura contrappuntistica di conio barrocco.
Gia' tre anni fa, quando l'opera e' approdato in Giappone per merito del violinista Gidon Kremer, e' parso chiaramente quanto la musica di Piazzolla fosse approdata alla ribalta del repertorio classico internazionale.
Oggi, nella veste di questa edizione, sono giunte ulteriori emozioni intimamente scaturite dall'espressione vocale di Milva che sa dilatare il panorama sonoro fino a timbri ribollenti di passione oscura: "Le viscere de Buenos Aires", come diceva lo stesso Piazzolla.
Nettamente si e' potuta percepire la contaminazione tra il tango, la  muscia classica e la canzone popolare, operazione che rimanda al concetto su cui si fonda la post-modernita', come accade ad esempio in "Il Ballo di Salome' per la Pace" di Terry Riley.
In ogni modo, non bisogna pensare a "Maria de Buenos Aires" come ad un'opera pionieristica nel quadro contemporaneo.
Sicuramente ne' Piazzolla ne' Ferrer quando hanno finito di comporre la loro opera nel 1968, immaginavano di dar vita a quel che molti anni dopo si sarebbe chiamato "post-moderno", ma senz'altro pensavano di dare al tango una nuova forma e quindi una nuova prospettiva futura.
Il canto di Milva con la sua forza centripeta che scava nell'anima, unito all' esecuzione sentimentale del TangoSeis Ensemble, sono riusciti ad esprimere l'essenza del tango e le altre sfumature stilistiche contenute nell'opera di Piazzolla; un proggetto imponente e complicato, nonostante l'intima relazione con una radice popolare che combina il Tango e la Milonga.
Il racconto recitato da "El Duende" (D.B. Torres), la poesia e la musica, il sogno e la disperazione, la vita e a morte, l'attimo e l'eternita': un vortice di parole articolate in metafore che suggeriscono immagini simboliche coniugate alla musica.
Per tutta questa serie di motivi l'impianto narrativo-musicale e' di solida costituzione e si puo' pronosticare a quest'opera un futuro nell'ambito della musica classica, cosi' come e' accaduto per la forza vitale di "West Side Story" di Leonard Bernstein e "L'Opera da Tre Soldi" di Kurt Weill.

© Asahi Shinbun

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