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A PROPOSITO DI...
MARIA DE BUENOS AIRES 2003,

tour in Italia da marzo a maggio 2003
regia Roberto Innocente

    Il Gazzettino di Venezia
30 marzo 2003
Di Michele Fullin

UNA MARIA TUTTA DI PIAZZOLLA
Milva, grande artista, che impone la sua voce e la sua classe

Venezia - Un tavolino tondo, una sedia, un bicchiere ancora mezzo pieno, un'orchestra che suona un tango moderno e struggente. È con un'immagine familiare agli abituali frequentatori delle milongas di casa nostra che si è aperto venerdì il sipario del teatro Goldoni. L'attesa per la prima volta in forma scenica di "Maria de Buenos Aires", operita-tango scritta all'inizio del '68 da Astor Piazzolla su libretto di Horacio Ferrer, era palpabile tra il pubblico della platea. Un pubblico inspiegabilmente ridotto, se si considera il fatto che palchi e gallerie erano deserti e che una buona metà dei presenti balla il tango con una certa assiduità. Eppure il solo nome di Milva avrebbe dovuto rappresentare una garanzia per la riuscita di una serata in favore dei bambini di un'Argentina stremata dalla crisi economica.
Questa "Maria", con la quale Piazzolla tenta di proporre il tango in chiave melodrammatica, è in effetti una metafora del dramma attuale dell'Argentina, con le sue sofferenze e la speranza di un futuro migliore. Come quella mostrata dai filmati proposti dalla regia di Roberto Innocente e proiettati sui pannelli bianchi che costituivano la scenografia. La voce e la presenza scenica di Milva sono state quasi sempre all'altezza delle aspettative, ma non è stata lei la protagonista delle circa due ore di spettacolo. Questo ruolo è della musica di Piazzolla, egregiamente interpretata dai due complessi "Tangoseis" ed "Ensemble laboratorio Novecento" del Conservatorio di Adria. La precisione ritmica e la pulizia delle parti più scoperte hanno convinto il pubblico. Efficaci gli interventi del cantor José Angel Trelles, così come hanno convinto il calore e la profondità della voce recitante di Daniel Bonilla Torres. Decisamente essenziale, per non dire povera, invece, la coreografia proposta dai ballerini, che non sono riusciti a rendere appieno l'eleganza che è invece propria del tango. Caldi applausi.

© Il Gazzettino di Venezia


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