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A PROPOSITO DI...
MARIA DE BUENOS AIRES 2003,
tour in Italia da marzo a maggio 2003
regia Roberto Innocente
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Il Giornale di Vicenza
3 Aprile 2003
di Paolo Rolli |
Schio. All'Astra una serata affascinante
MILVA, IL TANGO NELLA SUA ESSENZA
Gran prova in Maria de Buenos Aires
Schio. Un'atmosfera unica ed irripetibile,
quella che solo il tango è capace di ricreare. E se l'interprete
è Milva e le musiche sono quelle di Astor Piazzolla, allora
basta ascoltare e sognare: le poltrone di velluto rosso si trasformano
in sedie sgangherate ed il teatro Astra di Schio diventa un bar
di San Telmo.
Maria de Buenos Aires, operita tango portata in scena l'altra sera
da Milva, ha fatto sognare, rabbrividire, immalinconire: pur con
l'oggettiva difficoltà di seguire il testo, interamente in
castigliano, è stato impossibile sfuggire alle sensazioni
che una grande opera ed una grande interprete sono riuscite a trasmettere.
Il tango o si ama o non si sopporta: non ci sono vie di mezzo. E
a rafforzare questo concetto estremo hanno contribuito l'altra
sera anche gli abiti degli interpreti e l'essenziale scenografia,
giocati tutti sul bianco e nero, senza mezzi termini. Pochi, comunque,
sono stati quelli che probabilmente a causa della lingua non sono
riusciti a calarsi nel clima assolutamente porteño che cantanti,
musicisti, attori e ballerini hanno ricreato.
Maria non è e non ha una storia: è un pretesto per
fare poesia in musica, mirabilmente fuse grazie ad Horacio Ferrer
ed Astor Piazzolla, il poeta uruguaiano ed il musicista che ha rivoluzionato
il tango. E Maria de Buenos Aires è proprio questo, un intreccio
di sensazioni a 360 gradi tra musica, parole e ballo, con un fascino
al quale si fatica a resistere e che deve essere centellinato stilla
dopo stilla.
Difficile pensare a qualcuno che possa interpretare il ruolo di
Maria meglio di Milva, e non solo perchè oramai la grande
interprete è indissolubilmente legata alla musica di Piazzolla:
Milva è il tango, la miglior interprete della sofferenza
e della malinconia di quella musica, e l'altra sera ce n'è
stata riprova.
Accompagnata dalla voce recitante di Daniel Bonilla Trelles, el
duende , e dal cantor Josè Angel Torres, Milva, donna ed
artista senza età e senza tempo, ha offerto una grande prova,
ricca di sfumature e tecnicamente ineccepibile. A muoversi su un
palco arredato con tre semplici veli di garza semitrasparente sfruttati
per i giochi di luce, un tavolino ed una sedia, sono state poi due
coppie di ballerini che hanno coralmente contribuito alla parte
recitata, ma soprattutto si sono prodotti in passi di tango ed altre
coreografie, purtroppo limitate dalle ridotte dimensioni del palcoscenico.
Sacrificata negli spazi, ma non certo nell'esibizione è
stata anche l'orchestra che ha accompagnato l'intero spettacolo,
composta dalla formazione "Tangoseis" e dall'Ensemble
Laboratorio '900, per un totale di dieci musicisti trascinati
da Gilberto Pereyra con il suo bandoneon, strumento senza il quale
il tango di Piazzolla non esisterebbe.
Grande interprete ed indubbiamente donna di teatro, Milva ha naturalmente
calamitato su di sè l'attenzione del pubblico, ma la
parte di Maria nell'opera presentata con la regia di Roberto
Innocente non è stata troppo invadente, lasciando adeguato
spazio alle altrettanto vibranti ed intense canzoni interp retate
con trasporto da Josè Angel Torres ed alle parti recitate
di Daniel Bonilla Trelles, che con la voce che si ritrova avrebbe
provocato brividi anche recitando la lista della spesa.
Una vera e propria chicca, quella che la Fondazione Teatro Civico
ha voluto regalare al pubblico scledense in coda alla stagione,
che si chiuderà il 18 aprile, quando sul palco dell'Astra
salirà Moni Ovadia con il suo Oylem goylem.
© Il Giornale di Vicenza
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