[eventi]  [cd novità]  [biografia]  [discografia]  [filmografia]
[riconoscimenti]  [dicono di lei]  [gallery]  [archivio]  [contatti]  [link]

 
 

A PROPOSITO DI...
MARIA DE BUENOS AIRES 2003,

tour in Italia da marzo a maggio 2003
regia Roberto Innocente

    Il Gazzettino del Mezzogiorno
14.04.2003
di Ugo Sbisà

Domani a Potenza.
Dopo aver chiuso con successo la stagione barese del Teatroteam

MADONNA DEI BASSIFONDI
Milva nell'"operita" di Piazzolla su Buenos Aires

Maria è di Buenos Aires. O, forse, Maria è Buenos Aires. Perché tra le righe dei versi e delle note di Maria de Buenos Aires, l'operita concepita da Astor Piazzolla e Horacio Ferrer sul finire degli Anni '60 c'è la piaga dell'esilio, il dolore per la lontananza da una terra, una città che è oggetto di odio e d'amore al tempo stesso, come tutto ciò che si desidera senza riuscire a raggiungere, che si può avere, ma non possedere sino in fondo intimamente. Immagine forse non nuova, ma certo sempre suggestiva quella di una grande città vista come una donna.
E donna fascinosa è certamente Buenos Aires, che nelle sue mille contraddizioni, nei suoi talora abissali divari economici e sociali, doveva apparire agli occhi dei due artisti come una femmina fatale, "nata in un giorno che Dio era ubriaco" e capace di incarnare in sé il Bene e il Male, finendo per mostrarsi santa e puttana, altruista e malvagia, dolce nella sua ingenuità e perversa nella sua sensualità, capace di vivere nel più sordido dei peccati e al contempo di aspirare alla più luminosa redenzione.
Né opera, né operetta, ma operita, sorta di oratorio laico a ritmo di tango che non si fa scrupolo di toccare punte di velata blasfemia, Maria de Buenos Aires, un po' come Porgie and Bess, non va in scena facilmente perché richiede un cast di "specialisti": ensemble strumentali in grado di eseguire la musica di Piazzolla senza annacquarla, ballerini versatili pronti a passare dal tango a momenti nei quali, come per il coro di una tragedia greca, sono richieste le loro voci, interpreti maschili che vivano profondamente le emozioni di una storia senza trama o, se preferite, di una trama senza storia, abbinando alla recitazione canonica a una sorta di ... singspiel porteño e soprattutto lei, Maria, una voce piazzolliana con temperamento da pasionaria, una presenza scenica dal magnetismo felino.
Questo spiega perché, almeno in Italia, Milva continui ad essere la sola interprete in grado di affrontare la sfida, anche a voler prescindere da quella ideale "investitura" ricevuta da Piazzolla in persona. Il suo temperamento, il suo essere artista "a tutto tondo", non solo cantante che recita, non solo attrice che canta, le consentono infatti di calarsi nel ruolo sposandolo intimamente e ottenendo risultati degni di nota. Appunto come quelli dimostrati nelle due recite della Maria de Buenos Aires che hanno concluso la lunga e varia stagione del Teatroteam.
L'allestimento andato in scena a Bari (e che domani sera, martedì, verrà replicato anche al Conservatorio di Potenza*) si avvaleva della produzione dell'associazione "Bel.Teatro" di Padova e del Conservatorio di Adria per la regia del padovano Roberto Innocente.
Una scena nuda, una quinta nera con tre drappi bianchi, un tavolino da taverna per il narratore, musicisti sull'altro lato del palcoscenico e giochi di luce, proiezioni di vecchi filmati di Buenos Aires, di volti antichi, immagini accavallate fra loro e proiettate sui teli, ma anche in trasparenza sulla stessa protagonista sono le idee semplici, essenziali, sulla quali Innocente ha inteso costruire il racconto dell'anima di questa Madonna dei bassifondi, con risultati di buona efficacia.
Con Milva, con la sua presenza/assenza, la figura elegante e la voce calda, baritonale, di Daniel Bonilla, sorta di Sean Connery in versione latina, seducente narratore e quasi contraltare del cantor Josè Angel Trelles, forse un po' meno carismatico, ma comunque sempre attento a non rubare la scena alla protagonista. E poi le due coppie di Riccardo Barrios (autore anche delle coreografie) e Marina Fuhr, Jessica Edith Lull ed Emiliano Alberto Fernandez, ballerini, come si diceva, ma non solo.
All'ensemble "Laboratorio Novecento" del Conservatorio di Adria e ai "Tangoseis" (nel quale suonava anche il jazzista Mauro De Federicis alla chitarra) il compito di sostenere la colonna sonora dello spettacolo, con quella musica che, anche quando non è protagonista assoluta della scena, costituisce il nerbo, l'unica vera trama del lavoro.
Pur a momenti disorientato (la recitazione è tutta in spagnolo e le brevi sinopsi proiettate in italiano certo non aiutano a creare una immediata atmosfera), il pubblico del Teatroteam ha seguito con interesse, non mancando, al termine della rappresentazione, di manifestare tutto il proprio calore.

© Il Gazzettino del Mezzogiorno

*nota: è stata riportata la versione originale dell'articolo, senza correzione di eventuali errori, ma è necessario precisare che il giorno 15 Aprile, al Conservatorio di Potenza, Milva ha presentato il repertorio EL TANGO DE ASTOR PIAZZOLLA accompagnata dal gruppo Tangoseis, e non MARIA DE BUENOS AIRES come riportato in questo articolo.


Leggi gli altri articoli su "Maria de Buenos Aires"



Torna alla home | Milva la rossa official website ©2003 Milva