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A PROPOSITO DI...
MILVA - "EL TANGO DE ASTOR PIAZZOLLA" CON TANGOSEIS

    La Stampa web/Spettacoli
21.12.2000
di Osella Leonardi

MILVA AL SAPOR DI PIAZZOLLA ENTUSIASMA IL LINGOTTO
CON IL SUO GRANDE TANGO

Lei mattatrice dello spettacolo, ottimi i musicisti

Dopo Kurt Weill, Milva ha dimostrato di avere assimilato nel cuore, nel cervello, nel sangue anche Astor Piazzolla, il re del tango argentino. L’altra sera, all’Auditorium del Lingotto, è stata mattatrice nello spettacolo offerto dal Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino, porgendo come sempre un saggio di estrema bravura ed elargendo vve emozioni. A sostenere l’applauditissima esibizione erano in tanti. C’era l’Orchestra Sinfonica del Piemonte, versione aggiornata e più matura di quella che fino a pochi mesi fa era chiamata Orchestra Giovanile del Piemonte. Sul podio Massimiliano Caldi ha mostrato un gesto elegante ed eloquente a sottolineare le mille sfumature che Piazzolla esige. E poi, sparsi sul palco in mezzo agli orchestrali, i bravissimi solisti del gruppo TangoSeis: da Gilberto Pereyra davvero espressivo al bandoneon, a Mauro Rossi al violino; da Massimo Caroldi al flauto a Mauro de Federicis alla chitarra; da Franco Finocchiaro al contrabbasso alla straordinaria Vicky Schaetzinger che padroneggia il pianoforte con alta classe e tecnica agguerrita, ricorrendo anche agli effetti percussivi delle mani sul legno sotto la tastiera e ai clusters bassi ottenuti chiudendo la mano a pugno. Via libera al tango, dunque, in tutte le sue variegazioni: una danza innanzi tutto, con tutte le implicazioni che ne derivano, specie pensando alla sua ispirazione sensuale ed anzi non di rado esplicitamente sessuale. Ma via via il tango si è sublimato e l’operazione è riuscita nel modo più perfetto con Piazzolla, che era un musicista completo. Da qui la nascita di pagine immortali, alle quali Milva ha attinto con la sua voce sempre bellissima e con una sapienza scenica costruita in anni di teatro nobile. Applausi convinti a ogni brano, sia cantato sia suonato: dalla agghiacciante "Balada para mi muerte" alla sempre sorprendente "Balada para un loco", m monumento alla follia innocente; poi "Yo soy Maria", originale omaggio all’eterno femminismo, e la celebre "Oblivion" in versione francese. Per non parlare di solidi pilastri come "Libertango", "Rinascerò", "Adios Nonino", "Che tango che".

© La Stampa web

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