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A PROPOSITO DI...
MILVA - "EL TANGO DE ASTOR PIAZZOLLA" CON TANGOSEIS

    Corriere del Ticino on line
18.06.2001
di Michele Castiglioni

CONCERTI - Sabato sera al Casinò di Campione d'Italia
MILVA TRA TANGO E TEATRO

Nel suo spettacolo dedicato a PiazzollaIl compianto Astor Piazzolla e Milva, ovvero un felice matrimonio artistico che continua a vivere intensamente nella sua forza espressiva mai mitigata dal tempo. Ed è proprio Milva la prima a voler mantenere vivo il ricordo non solo del grande artista defunto, ma anche e, aggiungerei, soprattutto della loro forte ed intensa «liaison» musicale, dedicandogli lo spettacolo che sabato sera è approdato al Casinò di Campione d'Italia. Regalando ai presenti una (piccola) porzione di una vibrante commistione tra Argentina ed Europa, tra l'opera del più grande, raffinato e celebrato maestro del tango argentino e forse la più carismatica e poliedrica delle signore della canzone d'autore italiane.
E non solo. La sua lunga carriera l'ha condotta sui palcoscenici dei teatri di mezza Europa: dalla collaborazione con Strehler nel suo celebrato cammino a braccetto con Brecht (e, ovviamente, Kurt Weill), che ha portato Milva ad essere unanimemente riconosciuta come una delle più brave interpreti del drammaturgo tedesco; al suo ruolo ne La vera storia di Luciano Berio (fra l'altro su libretto di Italo Calvino), ruolo che nei primi anni ottanta le ha permesso di esibirsi al Teatro alla Scala e all'Opera di Parigi.
Cito, inoltre, la sua presenza ne El tango al teatro «Les Bouffes du Nord» nel 1984, poiché è proprio durante questo «periodo francese» come lei stessa lo definisce che conobbe Piazzolla e cominciò la loro assidua e fruttuosa collaborazione.
E ometto gli innumerevoli successi discografici (primo fra tutti la vittoria a Sanremo agli inizi della carriera) e teatrali che continuano a tutt'oggi.
Fra l'altro, Milva sta anche riportando in tournée l'unica opera (o, meglio,«operita») composta da Piazzolla; ovvero Maria de Buenos Aires, sui testi di Horacio Ferrer, che farà da «opening act» il 28 giugno alla XIII edizione del «Jazz in It», il festival del tango che si tiene annualmente a Vignola (Modena).
Là sarà accompagnata dal «Tangoseis Ensemble» al completo, lo stesso gruppo che la accompagnava sabato sera in formazione ridotta: Mauro Rossi al violino, Franco Finocchiaro al contrabbasso, Jorge Gosso al violoncello, Mauro de Federicis alla chitarra, la giovane Vicky Schätzinger al pianoforte e il bandoneista argentino Gilberto Pereyra che, per nazionalità, fa da ideale anello di congiunzione culturale tra i due mondi. Cosa che ha peraltro sottolineato la stessa Milva sabato a Campione.
E due mondi sono anche quelli del teatro e della musica sempre inscindibilmente legati nella loro rappresentazione e nell'azione dialettica dell'espressione artistica che si rivela e si dispiega sul palco. Sí, perché non solo di musica si tratta: c'è anche, sempre e comunque, il gesto che accompagna la nota, l'espressione che sottolinea la melodia, il movimento che riformula il racconto nella musica. Non è teatro, ma non è neanche solo uno spettacolo di musicisti.
Milva era lí a ricordarci che ogni testo ha un significato, per l'autore e per il pubblico, e lo ha spiegato con una presenza scenica ed un «savoir faire» assolutamente straordinari.
Cosí in pezzi come Balada para mi muerte e Los pajaros perdidos la sua voce calda e avvolgente ci conduce tra fraseggi molto limpidi ed interpolazioni più energiche con una tensione che si rilascia e si condensa continuamente, mentre Yo soy Maria (tratta dall'opera già citata) e Balada para un loco, quasi monologhi in musica, ci mostrano più la donna di teatro. Cito infine Adios Nonino, scritto da Piazzolla per il padre morto, un pezzo strumentale di rara intensità, e Libertango, portato a suo tempo al successo da Grace Jones(!). Insomma, Milva conserva sempre un classe ed una sensibilità innegabilmente eccezionali. D'altronde basta sentirla parlare per capirlo.


© Corriere del Ticino on line

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