[eventi]  [cd novità]  [biografia]  [discografia]  [filmografia]
[riconoscimenti]  [dicono di lei]  [gallery]  [archivio]  [contatti]  [link]

 
 

A PROPOSITO DI...
PETER UNCINO

    La Repubblica
13.10.2001
di Laura Putti

"QUELL'ETERNO BAMBINO CATTIVO COME IL NEMICO"
Serra e Marco Tutino fanno invecchiare Peter Pan

MILANO - Le favole, com'è noto, possono avere più livelli di lettura, ma hanno di solito un'unica metafora: la lotta tra Bene e Male. Marco Tutino e Michele Serra sono gli autori di un gesto rivoluzionario: si sono impossessati del Peter Pan dello scozzese Barrie (Peter Pan o il bambino che non voleva crescere 1904) e lo hanno messo in musica stravolgendone la metafora. Non più il buono e il cattivo, ma due cattivi (o due perdenti); non più il mito dell'eterno fanciullo, ma un bambino vecchio che, spaventato dal tempo che passa, decide di diventare potente e cattivo come il suo nemico. Peter Pan e Capitan Uncino sono i protagonisti di Peter Uncino, melologo, ovvero dialogo concertante, con testi di Michele Serra e musiche di Marco Tutino. Debutterà il 24 novembre al Teatro Filarmonico di Verona con la regia di Giorgio Gallione e le scene di Giovanna Buzzi, per poi trasferirsi dal 29 al 2 dicembre all'Archivolto di Genova e proseguire la sua tournée in molti teatri italiani.
Peter sarà David Riondino e Uncino avrà il volto di Milva. Milva sarà in alto, al centro del palco, sulla punta di un enorme cono di stoffa rossa. 'Una crisalide della quale sarà costretta a liberarsi' dice Marco Tutino, 'dato che alla fine Peter prenderà il suo posto'. Ora che molte certezze vacillano, Serra e Tutino hanno deciso di far crollare l'ultima: la voglia di credere nei sogni. 'C'è ancora posto per le utopie?' si domanda il compositore. 'Serra e io siamo della stessa generazione, quella che si è resa conto di non essere riuscita compiutamente a reggere i sogni che aveva. A noi due, anzi, è andata bene: molti si sono appiattiti su valori contro i quali avevano combattuto'. Per cui non ci sono gli Indiani, non i Bambini Perduti, non Campanellino. Fuggita anche Wendy.
Lo spettacolo inizia con la Musica dell'isola che non c'è e finisce con la Canzone dell'isola che c'è ('Ci sono maschere in casa di ognuno per sentirsi qualcuno...'), duetto tra Milva e Riondino. 'Di canzoni in realtà ce ne sono cinque' dice Tutino, che ha scritto la partitura sapendo che non avrebbe avuto a che fare con cantanti lirici. 'Ho usato due linguaggi musicali. Sul palco c'è un ensemble di musica leggera, Tangosèis. Sotto c'è l'Orchestra della Fondazione Arena di Verona diretta da Corrado Rovaris, che esegue una musica più complicata, descrittiva. E le due musiche si intersecano'.
Tutino, d'altronde, è sempre passato dall'opera buffa tratta da fiabe a cose serissime come il "Requiem per le vittime della mafia" composto a sei mani e eseguito nella cattedrale di Palermo nel '93. Al momento sta riallestendo il suo Pinocchio al Comunale di Firenze e, dopo Peter Uncino, rimonterà il Cirano in Francia, nel 2002.

© La Repubblica


Leggi gli altri articoli su "Peter Uncino"

   


Torna alla home | Milva la rossa official website ©2003 Milva